19 Nov 2025
Maison & Vigneron

Minière F&R


Un racconto di Thomas Rossi, Champagne expert

Hermonville, il Massif de Saint-Thierry e un’amicizia che diventa vino

Hermonville è un luogo che non urla. Qui la luce filtra tra i boschi, la sabbia trattiene il calore e il vento arriva sempre un po’ più tardi. È un angolo di Champagne diverso, quasi nascosto, dove il vino sembra avere un altro passo. È qui che nasce, dal 1919, il Domaine Minière F&R.;

Oggi a guidarlo sono i fratelli Frédéric e Rodolphe Minière. Frédéric, dopo la formazione alla scuola di Jacques Selosse, ha portato in cantina un modo di fare vino fatto di verticalità e silenzio, dove ogni decisione è calibrata. Rodolphe invece vive tra i filari, seguendo i 7,6 ettari del domaine: un mosaico di parcelle esposte a sud-est, alcune giovanissime, altre con più di settant’anni, perfino qualche rarità a piede franco.

I suoli limoso-sabbiosi e argillo-sabbiosi spingono le radici in profondità, regalando ai vini una tensione salina che è il marchio di questo luogo. I Minière lo interpretano con affinamenti lunghi, legno come soffio e una ricerca continua della purezza.

Per me, però, Minière non è solo un luogo o uno stile. È una delle amicizie più sincere che ho in Champagne. Un rapporto nato per caso e diventato parte del mio percorso, costruito tra degustazioni infinite, cene a casa sua, discussioni che iniziano dal vino e finiscono nella vita. Con Frédéric c’è un’intesa naturale, di quelle che non si spiegano: ci si capisce e basta. La visita di sabato mattina è stata esattamente questo: un incontro tra amici più che una degustazione. Frédéric ci ha fatto assaggiare tutte le nuove cuvée: vini sempre più nitidi, profondi, essenziali.

Poi una cuvée “del dubbio”, con un filo di zucchero residuo, che ci ha fatto ragionare, assaggiare, parlare. Ed è lì che è nata un’idea nuova, un progetto ancora embrionale. Il momento più intenso è arrivato con la Magnum Influence 2010: un vino profondo, vibrante, con quella calma intensa che solo una magnum sa regalare. Da quella bottiglia è nato un nuovo percorso dedicato alle lunghe maturazioni in grande formato, con un’eco dell’influenza di Anselme Selosse ma con un’identità tutta nostra.

Abbiamo chiuso la giornata all’SXM, una piccola enoteca dove abbiamo continuato ad assaggiare Champagne di giovani vigneron. Confrontarsi, ascoltare, crescere: è così che nascono le idee. Ci siamo salutati sapendo che manca poco: a gennaio tornerò da Frédéric per assaggiare le basi, seguire l’evoluzione dei progetti e far nascere nuove intuizioni.

Con Minière ogni incontro è un capitolo, ogni bottiglia una domanda, ogni intuizione un inizio.
E questa storia sta solo diventando più bella.