13 Nov 2025
Maison & Vigneron

Carré & Frères – La luce giovane della Champagne


Un racconto di Thomas Rossi, Champagne expert

Da Carré & Frères non si entra mai come ospiti: si entra come amici.

In questa degustazione con Édouard, è stato esattamente così.

Si rideva, si beveva, si parlava di vino come si parla di una cosa viva, che cresce, sbaglia, si aggiusta, impara.

Dietro quella naturalezza c’è una storia lunga — la famiglia Carré coltiva la vigna dal 1894 — ma oggi il cuore del domaine batte con lo sguardo giovane, curioso, ostinato di Édouard Carré.

Una mano che non ha paura di provare, di rischiare, di cambiare contenitore, di aspettare anni.

Una mano che sa cosa significa lasciare parlare il territorio.

Tra Montagne de Reims e Côte des Bar: la sua palette di colori, i 21 ettari del domaine sono un patrimonio raro per un giovane vigneron.

Ma la cosa importante è come li usa: come una palette di un pittore.

Trépail, Villers-Marmery, Verzy. Essoyes, Les Riceys.

La Montagne bianca e la Côte des Bar più selvaggia. Ogni parcella è un colore diverso, una possibilità diversa.

E durante la degustazione assaggiando con lui, era chiaro: Édouard pesca da questa tavolozza come un artista che conosce bene le proprie sfumature.

Viticoltura bio, legno fine, lieviti indigeni

Tutto è fatto con la calma giusta, senza scorciatoie: gestione biologica, lieviti indigeni, demi-muids, piccoli contenitori, legno che accarezza e non domina.

Édouard ama il legno, ma lo vuole fine, misurato, intelligente.

Una firma, non una maschera.

La degustazione – Quando il futuro si assaggia nel bicchiere

Le basi 2025

Le basi del 2025 erano sorprendenti: pulite, vive, con quella freschezza verticale che promette vini luminosi.

Un’annata che, nelle sue mani, avrà carattere.

I nuovi progetti

Qualche “prova tecnica” in bottiglia, qualche idea che sta nascendo. Édouard non si ferma: studia, sbaglia, corregge, ritenta.
È così che si diventa grandi.

L’assemblaggio 2023 – ancora embrionale

Un vino in costruzione, ma già con un’identità: tensione, frutto nitido, verticalità. Lo assaggi e senti dove può arrivare.
Ha davanti potenziale, non forma definitiva — ed è bello così.

La prova dei Magnum – serie limitatissima (85/90)

Poi il momento più raro: i magnum da una parcella selezionata, che hanno passato 24 mesi in legno, aperti à la volée, come si fa quando il vino è ancora una domanda, non una risposta.

Stava decidendo quanto lasciarli ancora riposare prima della sboccatura: 6 anni? 8? 10?
Non c’è fretta.

Sono pochi magnum, non devono seguire il mercato: devono seguire il vino.

E questo è il privilegio di chi lavora con cuore e pazienza.

Essere giovani, sbagliare, imparare, crescere

Nel corso della visita riecheggiava una frase non detta ma evidente: niente nasce per caso.

Si prova, si sbaglia, ci si confronta, si ascolta il vino, si ascolta sé stessi. Poi, un giorno, arriva il risultato.

Édouard ha una fortuna grande — un patrimonio di parcelle ricchissimo — ma soprattutto ha testa, sensibilità e voglia di migliorare.
E questo fa la differenza.

Lo stile Carré oggi

Champagne di:

• freschezza

• mineralità

• vivacità

• buvabilité vera

Sono vini che non fanno rumore, ma strada.
Champagne che si bevono e si ricordano.

Conclusione

Carré & Frères è una maison in piena ascesa, guidata da un ragazzo che non vuole piacere: vuole crescere.
E il bello è che lo sta già facendo, un anno, una parcella, un esperimento alla volta.
Un’amicizia così, davanti a bottiglie aperte à la volée e progetti che profumano di futuro, è il motivo per cui la Champagne rimane un luogo magico.